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Siberiano eterno - Cerimonia commemorativa 11/10/2010
SIBERIANO L'ADDIO A UN CAPO ULTRAS DI SALERNO....DA MITO A LEGGENDA
Salerno saluta Carmine Rinaldi e lo fa riempiendo la Curva Nuova, quella che aveva visto ‘O Siberiano protagonista per anni di battaglie sportive, promozioni e delusioni, gioie e dolori. Come quelli che ha procurato alla tifoseria granata la sua scomparsa. Prima del rito funebre celebrato alla Chiesa di Santa Maria a Mare, gli amici, i conoscenti, i tifosi, gli ultras di ieri e di oggi si sono ritrovati a Piazza Casalbore per tributargli l’ultimo saluto. Ciccio Rocco è distrutto, ma, almeno per un giorno, torna a guidare la Curva, che intona in successione una serie di cori “Siberiano il capo degli ultras”, “Siberiano sempre nel cuore”, “Salutiamo il Siberiano” e poi, con la sciarpata “Siberiano uno di noi”. Arriva il feretro, ci sono i ragazzi appartenenti ai gruppi di oggi e quelli del passato, da Fiore Cipolletta a Giovanni Pagliarulo, da Tonino Cioccolata a Salvatore Orilia, da Raffaele il Vichingo a Coniglietto, dal Poeta a Delle Chiaie .
La bara viene posizionata su uno scanno posto di fronte alla Curva, andata via via gremendosi nonostante la pioggia incessante. Ciccio Rocco guida le danze come un tempo, poi si registrano una serie di sinceri, accorati appelli all’unità, a ritrovare in Curva lo spirito d’un tempo, quello per il quale aveva sempre lottato il Siberiano. Chissà che la sua prematura scomparsa non possa servire da stimolo per riallacciare le fila di un discorso che sembra essersi interrotto.
Con la voce rotta dal pianto, Ciccio Rocco fa cantare il coro preferito dal siberiano: “La gente vuol sapere” e la voce delle persone accorse al Vestuti sale alta nel cielo dove anche Carminuccio l’ha potuta ascoltare. Le gradinate del Vestuti tremano. Poi Ciccio invita tutti a seguire ‘O Siberiano per l’ultimo saluto alla Chiesa di Santa Maria a Mare dove si sono celebrate le esequie, la gente si incammina accendendo fumogeni bianchi e granata. C’erano anche i “fratelli” di Bari, Reggina e Monopoli, ma pure rappresentanti di Cavese, Juve Stabia, Nocerina, Avellino, Napoli, nonostante le rivalità anche loro hanno voluto salutare un vero ultras.
fonte www.salernonotizie.it
LA STORIA SIAMO NOI ! 90 ANNI DI SALERNITANA
Gli anni 60
1960-1961
Il Gagliardi viene chiamato alla guida della società e lo stesso, suscitando clamore nel mondo sportivo nazionale, chiama a sorpresa alla guida tecnica dei granata l'ex calciatore uruguaiano Ettore Puricelli. La squadra non brilla e Puricelli viene esonerato. Con il cambio d'allenatore cambiano anche i risultati; una serie positiva fa risalire i granata a metà classifica, una posizione tranquilla che consente loro di congedarsi dal proprio pubblico con una vittoria contro la Reggina.
1961-1962
Visti i risultati dell'ultimo campionato Gagliardi provvede a rinforzare la squadra. Alla vigilia del campionato un titolo su tutti sintetizza il lavoro fatto dalla società: "La Salernitana è pronta per il grande assalto alla B" (Il Mattino). Il 25 settembre al "Vestuti" davanti a oltre 15.000 tifosi esordisce con un bel 3-0 sul Chieti. La Salernitana diverte e insegue tenacemente la capolista Foggia. A Foggia si gioca tutto un campionato; sotto di due reti, la Salernitana si raddrizza raccogliendo il meritato pareggio che purtroppo viene vanificato a 10' dal termine da una prodezza del foggiano Santopadre. Questa sconfitta in terra dauna è la svolta, la Salernitana non reagisce più, e il campionato che si poteva e doveva vincere le lascia l'amaro del secondo posto.
1962-1963
Nuova formazione ancora una volta per centrare l'obbiettivo B. Dopo poche giornate la Salernitana è sola in testa alla classifica. Si fa' riprendere e come l'anno precedente la sorte non le è propizia. I granata non reagiscono. Episodio drammatico col Potenza dove tra contestazioni e confusione viene ucciso il tifoso Giuseppe Plaitano. L'assedio allo stadio dura 7 giorni, il "Vestuti" viene squalificato per 3 giornate; la Salernitana non ha più nulla da dire e guadagna l'ultimo punto nella trasferta col Trani.
1963-1964
Annata grigia, tra il susseguirsi di crisi societarie e le molteplici squalifiche del "Vestuti". Il segretario Somma diventa l'unico legame tra società e giocatori che minacciano più volte di non giocare. Dopo aver rischiato il peggio i granata sfoderano una serie di prestazioni esaltanti chiudendo il campionato in tutta tranquillità.
1964-1965
Annata pessima salvata solo in extremis dalla vittoria contro il demotivato Cosenza che vale alla Salernitana l'ennesima salvezza.
1965-1966
L'incubo della retrocessione ancora presente, la nuova squadra di Gagliardi comincia la nuova avventura. Desta subito simpatia e i nuovi innesti fanno ben sperare. All'esordio contro il Lecce ci pensa il giovane Prati a mettere K.O. l'ostica compagine salentina. La sfida verso la B resta entusiasmante, il 6 Marzo dopo la sfida a reti inviolate contro il Cosenza la classifica si presenta così: Salernitana 34pt., Cosenza 33pt., Sambenedettese 31pt.. Il campionato si conclude con Salernitana e Cosenza a pari punti in testa alla classifica ma la Caf delibera: la Salernitana dovrà rigiocare la gara all'Aquila il 29 Maggio. Con 5;000 tifosi al seguito pareggia 0-0 ed è il trionfo per la compagine di Rosati. La Salernitana è di nuovo in serie B.
1966-1967
La Salernitana si costituisce in S.p.A. e Gagliardi con il riconfermato Rosati si presentano a metà luglio al "Gallia" di Milano per le operazioni di mercato. Campionato disastroso che si conclude con dieci sconfitte. Da segnalare a metà campionato l'esonero di Rosati. A fine campionato, dopo 20 anni, Somma abbandona i Granata.
1967-1968
Dopo la retrocessione e le dimissioni di Gagliardi la Salernitana viene salvata dall'Avv. Tedesco. Alla prima di campionato in casa contro il Barletta vince ed ottiene i primi 2 punti dopo sei mesi dall'ultima vittoria in gara non amichevole. Procede con passo sicuro e conquista a fine stagione una tranquillità di classifica del tutto meritata.
1968-1969
Un'anno di mezza classifica per i Granata; il 1969 è da ricordare senz'altro di più per la scomparsa di "Gipo" Viani, autore di imprese memorabili sia in campo che fuori.
1969-1970
La Salernitana riesce ad iscriversi al torneo quasi per miracolo a causa di grosse difficoltà economiche. Lotta per la salvezza durante gran parte del campionato fino ad ottenerla con la vittoria contro il Pescara. Risulterà peraltro la squadra meno prolifica del suo girone, realizzando solo 20 reti.
Gli anni 50
1950-1951
La gestione tecnica di Crociani porta la Salernitana quasi al collasso. Viene esonerato e chiamato a sostituirlo Rudy Hidden dall'Arsenal di Londra. Da sottolineare in questo periodo anche l'ingaggio del primo giocatore turco nel campionato Italiano, Bullent Eken proveniente dal Galatasaray. Conquistando punti d'oro contro la Spal e sul campo spezzino la Salernitana si presenta a Catania senza timori, e pur perdendo è salva.
1951-1952
A metà campionato i granata si assestano a metà classifica. Totalizzando 8 punti nelle ultime sei gare si congedano dal proprio pubblico con il pareggio contro il Pisa a cui fà seguito l' 1-1 a Vicenza.
1952-1953
Nella prima di campionato ospita in casa il Messina; in questa occasione, il 14 settembre 1952, lo stadio viene intitolato a Donato Vestuti. In una sconcertante altalena di rendimento la Salernitana si ritrova in piena bagarre per la salvezza. Una serie di risultati positivi con Verona, Catania, Marzotto e Padova la fanno risalire in classifica. Con il Monza in casa a tre giornate dal termine conquista i punti che le valgono la matematica salvezza.
1953-1954
Dopo l'ultimo campionato mediocre la Salernitana ed il suo Presidente Ferro puntano sui giovani, squadra rinnovata e pronta alla nuova avventura. Non più esaltante dell'anno precedente riesce comunque a salvarsi per il rotto della cuffia dalla retrocessione.
1954-1955
A Luglio il Presidente Ferro rassegna le dimissioni e la Salernitana viene lasciata nelle mani del Commissario Prefettizio del Comune. Il 31 Ottobre 1954 la gara interna con l'Alessandria viene rinviata a causa dell'alluvione che si abbatte su Salerno nella notte tra il 25 e 26 Ottobre. La Salernitana è ultima in classifica a 11 pt. Incredibile la serie dei 14 risultati utili che la portano a centro classifica e alla salvezza. Pareggia a Parma e a Palermo, annienta il Marzotto, pareggia a Padova, vince di misura a Salerno contro il Pavia, pareggia a Treviso e con l'Arsenaltaranto, batte il Monza e pareggia con Messina e Como. La Salernitana si salva senza troppi patemi d'animo e chiude con una splendida vittoria sul Parma.
1955-1956
Inizio disastroso che si conclude in una triste condanna; una serie di risultati negativa fa intravedere inesorabile lo spettro della Serie C. Unica nota positiva della stagione è la vittoria sul Palermo nell'ultima giornata di campionato per 5-0.
1956-1957
Una crisi profonda della società fa rischiare la liquidazione della stessa che viene evitata con l'elezione dell'on. Carmine De Martino alla presidenza. Il campionato consacra il Prato prima della classe e la Salernitana alla caccia del secondo posto. Non serve vincere proprio in casa della capolista per superare il Lecco vittorioso a sua volta sul campo del Livorno; un solo punto le separerà a fine campionato. Un punto che vale la promozione per i lariani e la permanenza in C per i granata.
1957-1958
De Martino si dimette ed è di nuovo crisi. Tra polemiche e tensioni la Salernitana registra un'annata altalenante, niente di esaltante, finisce il suo campionato a metà classifica.
1958-1959
La crisi che attanaglia la società dall'anno precedente non dà tregua ai granata; il Comune affianca al barone Guariglia, nella gestione della società, l'assessore allo Sport Fulgione. Pareggia l'ultima partita con uno squallido 0-0 e conclude all'ultimo posto assoluto in classifica; questo campionato sarà ricordato come uno dei più disastrosi della storia calcistica della società.
1959-1960
Rinnovata la struttura per volere della piazza, il campionato della Salernitana non è certo migliore di quello precedente, finisce penultima evitando solamente una cocente retocessione.
Gli anni 40
1940-1941
Una stagione incolore, Salernitana ferma a metà classifica.
1941-1942
Il girone d'andata è di buon auspicio, la Salernitana è seconda a 4 punti dalla capolista.
Bastano poche gare per farla balzare in testa al girone e confermarla più forte delle altre.
Il fattaccio accade durante la partita contro la Cavese vinta con un perentorio 8-0; si sospetta la corruzione del ex-portiere della Salernitana Cozzi.
l'USF Cavese ricorre al Direttorio Federale che esclude la Salernitana dalle più che meritate finali del campionato.
Amara la sorte per Salerno e non solo visto che lo stesso anno il Napoli retrocede in B.
1942-1943
La Salernitana è un rullo compressore, spadroneggia nel girone, si conferma la compagine più valida e accede alle finali per la promozione in serie B.
Dal 4 Aprile al 6 Giugno 1943 si svolgono le finali, le prime due saranno promosse in serie B.
Splendida la prova della Salernitana che conquista la sua seconda promozione in serie cadetta.
1943
Nemmeno il tempo per gioire, il 20 Giugno cominciano i bombardamenti sulla città di Salerno. Il bilancio è drammatico: 34.367 vani danneggiati, 40 dispersi, 123 militari e 246 civili caduti.
1945
Nell'aspettare il ripristino delle attività federali interrotte a causa del conflitto si organizza un campionato regionale misto. Il drammatico primo derby Salernitana - Napoli si gioca a Salerno. Al 35', con il risultato fermo sull' 1-1, l'arbitro assegna un rigore incerto al Napoli; prime intemperanze del pubblico che vengono sedate dalle forze dell'ordine. Il tiro di Mazzetti si infrange sul palo. Tumulti a fine gara e campo di Salerno squalificato a tempo indeterminato. Si riprende il 24 Maggio e a Nocera la Salernitana s'impone sulla Torrese con un perentorio 7-0. Una serie di forfait e di decisioni Federali clamorose fanno vincere alla Salernitana il Campionato regionale misto del 1945.
1945-1946
Un campionato transitorio misto A-B. Un torneo senza grosso valore dove la Salernitana dimostra di essere pronta ad affrontare il primo campionato di serie B del dopoguerra. La conferma viene anche nel corso del torneo post-campionato Centro-Sud, che la Salernitana si aggiudica vincendo la Finale contro il Pescara.
1946-1947
Il campionato di serie B diviso in 3 gironi inizia il 22 Settembre. Una continuità esemplare porta la Salernitana dopo la quinta giornata alla testa del girone, nessuna squadra riuscirà a sorpassarla; il 21 Giugno 1947 il sogno si avvera: la Salernitana è in serie A. I giocatori del trionfo sono: Rega, Mosele, Pastori, Buzzegoli, Lomi, Tori, Benedetti, Jacovazzo, Piccinini, Voccia, Colaneri, Dagianti, Margiotta, Volpe, Zega, Valese, Onorato, Vaschetto, Morisco.
1947-1948
La momentanea crisi societaria viene superata e la Salernitana può a pieno titolo figurare tra le altre maggiori rappresentative del campionato di serie A. Tuttavia resta una squadra cadetta nelle attrezzature tecniche non avendo potuto acquistare nessun giocatore della massima divisione; confermato l'allenatore Viani (detto "mastro Gipo") capace di caratterizzare il gioco "a fisarmonica" della propria squadra che gli permette di portare un uomo in più degli avversari all'attacco e in velocità conservare comunque la supremazia numerica in difesa. La partita contro la Roma è decisiva per la salvezza; il risultato, purtroppo, è condizionato dall' arbitro ed il commento di Antonio Ghirelli nella sua "Storia del Calcio in Italia" ne dà un'idea: "...la Salernitana si vide sacrificata all'ultimo ad un club più potente e più ricco, la Roma, che poté salvarsi grazie ad un arbitraggio molto discutibile in occasione del confronto diretto, a due giornate dalla fine.". Nell'ultima partita la Roma perde a Modena per 3 a 0, la Salernitana vince in casa per 1 a 0 sull' Inter con un gol di Merlin. Ma i giochi erano fatti, con retrocessione della Salernitana preordinata.
1948-1949
Dopo lo sfortunato Campionato di serie A la presidenza passa al comm. Marcantonio Ferro. Il 4 Maggio 1949 si consuma la tragedia di Superga. La Salernitana conclude il suo campionato con il rammarico di un rendimento discontinuo fuori casa che non le consente di riagguantare la massima serie.
1949-1950
La Salernitana diventa definitivamente granata in onore del "Grande Torino"; conclude un campionato onorevole senza picchi eccessivi. Nello stesso anno il Napoli ritorna in Serie A.
Gli anni 30
1930-1931
Classificatasi al primo posto del girone incontra il Cagliari che la batte nelle finali ( 1-1 a Salerno e 2-1 a Cagliari).
1931-1932
Di nuovo prima del girone, a Salerno si vocifera: "Quest'anno non ci sarà un altro Cagliari!" e invece...a Forlì si infrangono i sogni della Salernitana con la peggior sconfitta della sua storia: 8-0!
La Salernitana si classifica al quarto posto e consacra Zamboni miglior giocatore dell'anno in senso assoluto.
1933-1934
Alla vigilia del Campionato il console Gambrosier assume la presidenza. Va meglio dell'anno precedente ma non abbastanza per entrare nelle finali per la promozione; 3° posto per gli azzurri.
1934-1935
Conclude il campionato al secondo posto ma l'assenza di Valese ha certamente un peso importante nell'avere ancora una volta mancato la promozione.
1935-1936
Viene sostituito il campionato di I° Divisione con la Serie C: quattro gironi, un totale di 61 squadre.
Nel 36' i prezzi per un abbonamento alla Salernitana vanno dalle 100 alle 200 lire.
Ritenuta ad inizio campionato tra le compagini più accreditate per la promozione, delude ancora una volta le aspettative.
1936-1937
Cambio ai vertici della società, viene nominato Presidente l'ing. Savino Mione.
Sfiora di un soffio la promozione classificandosi al secondo posto alle spalle del Taranto.
1937-1938
Un altro Presidente per provare nuovamente il salto di categoria, il cav. Giuseppe Carpinelli prende le redini del carroccio bianco-celeste.
Dopo 22 giornate questa la classifica: Salernitana e l'Aquila 33pt., Civitavecchia 31pt., Mater 29pt..
Dopo la vittoria contro il Foggia per conquistare matematicamente la promozione in serie B, la Salernitana dovrà assolutamente vincere a Potenza. Missione ardua ma riuscita, 2 gol in due minuti; al 1' della ripresa Valese seguìto al 2' da Corsanini. Festa su Corso Vittorio Emanuele e bianco-celesti finalmente in serie B.
1938-1939
Un campionato balordo segnato da episodi più che da meriti sportivi veri e propri.
Dopo i fatti incresciosi di Ancona, a cui veniva convalidato un gol viziato da un vistoso fallo di mano; la Salernitana conclude il suo campionato in modo mediocre e viene nuovamente esiliata in serie C.
1939-1940
Dopo un inizio tentennante la Salernitana arriva all'ultima giornata con la speranza di uno spareggio a tre; il Siracusa dovrebbe perdere ma vince 5-1 contro il Battipaglia e la Salernitana costretta a vincere cede addirittura in casa al Potenza (2-3).
Cambia a metà stagione il Presidente, viene nominato l'ing. Eugenio Saligeri Zucchi.
Gli anni 20
1920
Il primo campionato ufficiale (febbraio-aprile 1920 - serie B). La Salernitana di Schiavone approda alla finale contro il "Brasiliano" (dal nome dell'omonimo Bar dove si davano convegno gli sportivi napoletani).
Sconfitta a Napoli per 5-0, restituisce i 5 goal ai napoletani sul campo di casa. Il campo di Nocera è quello destinato ad ospitare la finalissima.
Il "Brasiliano" non si presenta, partita vinta e promozione della Salernitana nella massima serie nazionale.
L'annata trionfale si conclude con la vittoria da parte dei biancocelesti del trofeo "Vincenzo Giordano".
1921-1922
Campionato di prima categoria (serie A). L'inesperienza della squadra le fà collezionare una serie di sconfitte che portano agli inizi di giugno all'elezione di un nuovo consiglio ed alla nomina di un nuovo presidente: Renato De Crescenzo.
Nel torneo successivo i risultati non cambiano di molto e la Salernitana si classifica nuovamente ultima nel proprio girone.
1922-1923
Alla vigilia del nuovo campionato, per le notevoli difficoltà finanziarie si punta all'unione tra le due più forti squadre cittadine.
Si giunge così alla fusione con l'Audax ; il nuovo sodalizio prende il nome di "Associazione Sportiva Salernitanaudax", viene eletto presidente l'avv. Settimio Mobilio.
La Salernitanaudax è costretta comunque a rinunciare alla disputa del campionato.
in foto : Fase di una partita a Piazza d'Armi
1923-1924
Il 7 gennaio 1923 viene rieletto Presidente Adalgiso Onesti che dopo una serie di insuccessi della squadra cede il posto a Raffaele Schiavone.
Dopo la finale del Trofeo "Giordano", persa per 5 a 0 contro la Bagnolese, alla vigilia del campionato viene eletto nuovamente alla presidenza della Salernitanaudax Settimio Mobilio.
Nuovamente la Salernitanaudax è relegata a fanalino di coda del suo girone.
in foto : Tifosi a Piazza d'Armi
1924-1925
Con Carmine Caiafa, nuovo patron della Salernitanaudax, si conclude ancora una volta rovinosamente il campionato della squadra.
A causa dell'ennesima sconfortante conclusione della propria stagione agonistica, la Salernitanaudax non si iscrive al successivo campionato e scompare provvisoriamente dalla scena calcistica nazionale.
1927
Risorge per volontà dell'autorità fascista "L'Unione Sportiva Salernitana Fascista", Presidente l'Avv. Jannelli.
Il 2 Novembre 1927 esordisce la nuova Salernitana nel campionato di 2° divisione, si schiera in maglia azzurra (nuovo colore sociale).
1928-1929
Inaspettatamente viene ammessa insieme al Palermo alle semifinali per la promozione in serie B.
Si classifica all'ultimo posto e sfuma la prima opportunità di promozione.
in foto : Alla vigilia del campionato di I Divisione 1928/29 prima della gara amichevole col Foggia
Gli anni 10
L'attività sportiva cittadina si riassume in gare di canottaggio, ciclismo e attività di ginnastica e scherma tra gli studenti del Convitto Nazionale e del Liceo "Tasso". Sono proprio gli studenti del "Tasso" i primi ad appassionarsi al "foot-ball" ed a fondare nel 1911, con sede a Baronissi, la U.S. Salernitana, organizzazione a carattere polisportivo nata dalla fusione della Pro Calcio Salerno con la Ciclistica Salernitana, la SS Baronissi e la U.S. Sanverinese.
1913 La scomparsa della U.S. Salerno coincide paradossalmente con l'avvento del Calcio nel tessuto sociale di Salerno. Per merito di Donato Vestuti, ex studente del "Tasso" prende vita nel febbraio del 1913 il "Foot Ball Club Salerno" che organizza la prima partita ufficiale a Salerno. Su un rettangolo di 120 x 60, tracciato per l'occasione sul campo di Piazza d'Armi, il 22/2/1913 si affrontano la F.B.C. Salerno e la F.B.C. Settembrini: vince l' F.B.C. Salerno per 2 a 0; vittoria suggellata la settimana successiva, durante la gara di rivincita, la squadra del Presidente Vestuti si impone questa volta per 1 a 0.
In foto (da sinistra, in piedi): Troisi, Manzo, il presidente Alfonso Guasco, Linguiti, Adinolfi, D'Auria; (accosciati) Vernieri, Salvi, Guasco; (seduti) Ragone, Pepe, Senatore.
1913-1915Hanno luogo tra squadre cittadine e della Provincia i primi tre Campionati Provinciali di Calcio.
Salernitana
1915-1919 A causa del primo conflitto mondiale l'attività sportiva della città è quasi del tutto sospesa; la chiamata alle armi del Presidente Donato Vestuti è causa dello scioglimento della F.B.C. Salerno.
In foto : Donato Vestuti, presidente della F.B.C. Salerno
La Fondazione della SALERNITANA 19 GIUGNO 1919
Il 19 Giugno 1919, al n. 67 di Corso Umberto I, si svolge l'assemblea della costituenda Unione Sportiva Salernitana; presidente: Adalgiso Onesti. Si comincia a giocare con casacca a strisce verticali bianco-celesti. Nello stesso anno, il 14 settembre, primo derby con la neonata Cavese: la Salernitana vince 6 a 0.
in foto Il rag. Adalgiso Onesti (Salerno - 16/09/1885 - 21/06/1978) primo presidente della Salernitana
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